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Artworks che passione! Conosciamo gli artisti delle nostre carte Pokémon preferite!

Bentrovato Collezionista, sono il Professore Wheat, detto anche Prof. Nerd.

Nell’ultimo articolo abbiamo cominciato un’avventura che ci porterà ad attraversare il tempo, conoscendo quelli che furono, sono e saranno gli artisti che hanno illuminato con le loro opere questo Gioco di Carte Collezionabili. Nella scorsa puntata abbiamo fatto conoscenza con un altro padre fondatore degli artworks di questo gioco, ossia Mitsuhiro Arita-sensei (famoso per il celeberrimo Charizard).

Oggi ci occuperemo di un artista quantomeno particolare e bizzarro, dal tratto tanto criticato quanto affascinante. Sto parlando di…

[woodmart_title size=”medium” font_weight=”700″ woodmart_css_id=”60ad2fee479f1″ title_width=”100″ title=”Tomokazu Komiya-sensei” woodmart_empty_space=””]

Tomokazu Komiya-sensei, è decisamente conosciuto nell’ambito delle illustrazioni delle carte Pokémon, purtroppo non in modo positivo. Infatti la sua arte è molto criticata (ammetto di essere stato tra i suoi detrattori) per via di un tratto non pulito e abbastanza grezzo.  Ma questo è al centro dello stile del maestro, chiamato Primitivismo, un movimento artistico che prende ispirazione da temi o elementi stilistici della preistoria, culture tribali, o arte per bambini.

Questa carta di Ditto rappresenta perfettamente l’arte del maestro, sebbene l’uso sapiente dei colori e delle ombre non lo fa sembrare di certo un lavoro infantile. Di pregevole fattura sono anche gli Easter Eggs che, di tanto in tanto, il maestro inserisce all’interno dei suoi lavori, come le pitture rupestri sullo sfondo. Possiamo notare la presenza di un Pikachu, un Doduo, un Fearow e un altro pokémon non identificato (un Girafarig?)

La varietà nel repertorio del maestro è molto vasta (all’attivo ha realizzato più di 200 artworks), illustrando i Pokémon in varie combinazioni di carattere e risaltando le peculiarità di quella creatura, raccontando diverse storie e mostrando anche aspetti inaspettati e qualche volta inquietanti di questo mondo. Procediamo ad analizzare alcune sue opere.

[woodmart_title size=”medium” woodmart_css_id=”60ad3090a5370″ title_width=”100″ title=”Komiya e la Malinconia” woodmart_empty_space=””]

Il maestro nei suoi artworks ha sempre prediletto un tipo particolare di emozioni, nonché di pokémon. In questo paragrafo analizzeremo nello specifico la tristezza e la malinconia, che Komiya-sensei ha riprodotto egregiamente nelle sue opere, forse amplificando queste emozioni grazie al suo variopinto stile artistico.

Abbiamo parlato nello scorso articolo del Cubone realizzato da Arita-sensei, che trasmetteva sia tenerezza che tristezza per le sorti del piccola creatura. Komita-sensei non è da meno:

Qui la tristezza appare sovrana ed evidente, accentuata dalla lacrima questa volta molto visibile.
In Arita sembra che in qualche modo Cubone trovasse la forza di andare avanti cercando conforto nel cielo stellato, mentre qui cubone si lascia trasportare dal sentimento, rimanendo a terra con un fiore che quasi lo accarezza.

Altro esempio viene fornito da questo Slowpoke, le cui movenze verranno capiti da molti fan del mondo Pokémon.
Questo Slowpoke accarezza malinconico la sua coda perché sa quale sarà la sua fine… Il Team Tocket lo catturerà per tagliare la coda tanto amata, che è molto deliziosa.
Infatti quello è il famoso Pozzo Slowpoke che incontriamo all’inizi dell’avventura in Pokémon Oro, Argento e Cristallo. Qui avvenne il primo incontro (in questi giochi) con il Team Rocket, il quale stava catturando gli Slowpoke per poter venderne le code. A rendere il tutto più triste e macabro è la descrizione della carta, dove è spiegato il metodo per cucinare la coda degli Slowpoke secondo una ricetta di Alola.

Altri esempi ci vengono dati da:
Drowzee, che in mezzo ad una tempesta indica una mela, che prontamente gli viene tirata a dosso dal vento, in una scena tragi-comica.
Lombre, accovacciato vicino ad uno stagno con il tramonto sullo sfondo. A sottolineare il senso di solitudine che in questa carta avvolge il Pokémon.
Un Ledyba sotto ai riflettori, nervoso e timido, lascia trasparire tutte le emozioni che possono attanagliare l’animo di una persona introversa.

[woodmart_title woodmart_css_id=”6080530fcbf1b” title=”Komiya Malvagio” title_width=”100″]

Altro sentimento che il maestro mette in scena è l’aggressività e l’irruenza, che alle volte si sostituisce a pura malvagità, come vedremo qui e nel prossimo paragrafo.
Un esempio lo possiamo trovare in Sudowoodo e Tyrogue

Nella carta del Baby Pokémon lo vediamo all’attacco con tutta la sua rabbia, con lo stupore generale di Hitmontop e Hitmonchan!
La stessa rabbia la notiamo in Sudowoodo, in una scena famigliare come quella di Slowpoke nel pozzo.
Ebbene sì, qui e quando per la prima volta abbiamo usato annaffiatoio contro l’albero semovente dell’incrocio tra Percorso 35 e 36.

Il maestro ci fornisce altri artworks esemplificativi di questo stato d’animo:
Dark Omastar, che appare in maniera improvvisa e pronto all’attacco in una grotta buia. Da questa carta traspare un senso di inevitabilità, come se ormai fosse troppo tardi per sfuggire dalle grinfie del Pokémon preistorico!
Rhyhorn, pronto a sferrare la sua inevitabile carica, in uno sguardo che non fa trasparire emozioni.

Dark Slowking
, una tra le carte più iconiche del maestro, agli albori della sua arte.
In questa carta abbiamo uno Slowking nella tempesta, ma non una tempesta casuale, infatti la prima apparizione di Slowking avviene nel secondo Film dei Pokémon (Pokémon 2 – La Forza di Uno).
Il Background sembra proprio quello dell’isola scossa dalla tempesta causata dal risveglio di Lugia.
Komiya-sensei dà alla creatura una nuova veste. Una versione avente intenti diabolici, visibile dal sogghigno malefico che gli disegna la faccia!

[woodmart_title size=”medium” woodmart_css_id=”60ad31c23891f” title_width=”100″ title=”Non solo macabro e triste” woodmart_empty_space=””]

Diciamo che il maestro è conosciuto per la maggior parte grazie al suo stile “grezzo” e alle tematiche delle sue carte che viaggiano dal dark al penoso delle sue creature, ma non sempre è così.

In questa “Marcia dei Pokémon” il maestro mette in scena un vero e proprio party tra i Pokémon, con Cyndaquill che si improvvisa Dj della festa improvvisata.
Altre carte ci mostrano un Machamp giocoliere, nell’atto di intrattenere la platea composta da Hitmonchan, Pikachu, Doduo, Voltorb e Jigglypuff.
Ancora abbiamo un Claydol che improvvisa uno spettacolo pirotecnico sotto la pioggia per due persone che si trovavano lì di passaggio.

[woodmart_title woodmart_css_id=”60813c17b9ad6″ title_width=”100″ title=”Conclusione”]

Ed eccoci alla fine di questa piccolo e bizzarro excursus attraverso le opere di un artista probabilmente sottovalutato, specialmente dal sottoscritto, dato che sono stato uno dei tanti detrattori del maestro e adesso sto cercando di completare la collezione dei suoi artworks.
Per quanto mi riguarda credo che Tomokazu Komiya abbia portato ad un altro livello la concezione degli artwork Pokémon. In un certo senso, non solo ha continuato quello iniziato da Arita-sensei, il quale ha dato sfondo e significato alle sue opere, ma ha portato il disegno ad un nuovo orizzonte artistico, elevando gli artworks ad opere d’arte. Poi come sappiamo l’arte è soggettiva e ad alcuni può piacere come ad altri no.
Sta di fatto che il maestro ha dato una svolta, una rivoluzione, col il suo stile “primitivo”.

Nonostante tutto ci sono tanti artoworks del maestro che mostrano uno stile pulito e limpido, come in un quadro ad olio, non rinunciando al suo personalissimo tratto.

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